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  Registro Italiano della Sindrome di Shwachman-Diamond
Responsabile dr. F. Poli.

 

ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2006

 

La sindrome di Shwachman-Diamond (SDS) è una malattia ereditaria caratterizzata da insufficienza del pancreas esocrino e da alterazioni ematologiche legate a disfunzione midollare, caratterizzata principalmente da una neutropenia costante o intermittente, meno frequentemente da una piastrinopenia e un'anemia; più raramente sono presenti mielodisplasia e leucemia.

A queste anomalie si possono associare, con frequenza variabile, una bassa statura, alterazioni scheletriche, infezioni ricorrenti, ritardo psicomotorio e deficit intellettivo.
Si tratta di una malattia rara, la cui incidenza riportata in letteratura varia da 1:10.000 a 1:200.000 nati vivi ma è verosimile che si tratti di una sottostima.

La sindrome viene trasmessa su base genetica. Alla fine del 2002 è stato scoperto che il gene mutato si localizza sul cromosoma 7. Non è ancora chiaro, tuttavia, come mutazioni a tale livello, che portano alla produzione di una proteina anomala, siano alla base delle diverse manifestazioni cliniche della malattia.

L'espressività clinica della malattia varia da caso a caso e anche nello stesso paziente: alcune manifestazioni possono regredire, altre peggiorare con l'età.

L'insufficienza pancreatica si manifesta in genere nei primi anni di vita con i sintomi tipici del malassorbimento e di conseguenza con scarsa crescita. Questa può essere identificata con test indiretti di funzionalità pancreatica (misura della steatorrea, dosaggio degli enzimi pancreatici sierici, determinazione della chimotripsina fecale). Con gli anni però, a differenza di quanto avviene per esempio nella fibrosi cistica, si sviluppa in buona parte dei pazienti un compenso digestivo, con possibile normalizzazione dei test indiretti di funzione pancreatica, che permette la sospensione della terapia sostitutiva con estratti.

Le anomalie ematologiche costituiscono, come l'insufficienza pancreatica, un sintomo pressoché obbligatorio. I quadri di citopenia possono variare da una neutropenia isolata, costante o intermittente, a una meno frequente piastrinopenia o anemia, fino alla pancitopenia. Più rare l'insorgenza di mielodisplasia e leucemia, le cui frequenze sono molto variabili a seconda delle casistiche.

Le alterazioni ossee più comuni comprendono alterazioni costali evidenti nei primi anni di vita con tendenza alla regressione, e la displasia metafisaria che può rendersi manifesta dopo i primi anni di vita e che dovrebbe essere monitorata nel tempo per il possibile instaurarsi di deformità importanti. Tra le altre anomalie ossee descritte, ricordiamo il ritardo di maturazione scheletrica, le alterazioni vertebrali, la clinodattilia, la sindattilia e la duplicazione della falange distale del pollice.

Le infezioni possono essere molto frequenti e severe (ascessi, setticemie) specie nei primi anni di vita, ma con l'aumentare dell'età in genere non costituiscono più un problema rilevante.

La bassa statura è una caratteristica della sindrome, non imputabile alle alterazioni ossee. Sporadiche sono le segnalazioni di deficit dell'ormone della crescita con controversa utilità della terapia sostitutiva.

Ritardi dello sviluppo e deficit intellettivi vengono riportati in letteratura con frequenza variabile.

E' probabile che l'ampia variabilità del fenotipo e la modificazione del quadro clinico con l'età siano alla base di quelle difficoltà diagnostiche che verosimilmente provocano una sottostima della reale incidenza della malattia. Se non diagnosticata nei primi anni di vita, l'instaurarsi di un compenso digestivo con normalizzazione dei test indiretti di funzionalità pancreatica può rendere la diagnosi difficoltosa, venendo a mancare una delle caratteristiche fondamentali della sindrome, ossia l'insufficienza pancreatica.

La prognosi della malattia è condizionata nei primi anni di vita dalle frequenti infezioni legate alla neutropenia:il controllo di questa complicanza è ora possibile grazie alla disponibilità del G-CSF. Sono tuttavia la leucemia e la mielodisplasia le complicanze ematologiche che condizionano maggiormante la prognosi di questa sindrome.


Frequenza delle manifestazioni tipiche della Sindrome di Shwachman secondo la letteratura. In rosso la frequenza riscontrata nei pazienti del registro italiano al momento della diagnosi

Il Registro Italiano Sindrome di Shwachman
La creazione di un Registro Italiano nasce dall'esigenza di raccogliere una casistica omogenea e di numerosità sufficiente ad approfondire la reale incidenza, le caratteristiche cliniche e la storia naturale della malattia. Si pone inoltre l'obiettivo di realizzare un censimento dei casi conosciuti e seguiti in Italia e di identificare quali siano le strutture di riferimento

I casi attualmente segnalati al Registro Italiano sono 72, così distribuiti: (foto Italia). In blu i pazienti viventi.

 

Per la segnalazione dei casi al Registro Italiano:
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scheda per la raccolta dati: formato .pdf 118 kB, .rtf 68 kB

scheda per il follow-up: formato .pdf 72KB, .doc 28KB


Centro Fibrosi Cistica FVG-Trieste

Dott.Furio Poli
IRCCS-Burlo Garofolo
Via dell'Istria 65/1
34100 TRIESTE

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